Prassi
Prassi

maggio 2012

Trovo questo argomenti di fondamentale importanza, principalmente per la sua diretta corrispondenza con la realtà odierna. 
Si attraversa un periodo storico ove facilmente ci si rifugia in degli opposti in quanto la notevole complessità di uno scibile multidisciplinare è spesso lasciato alla berlina degli eventi. Le posizioni che si assumono a questa molto commercialmente definità età della "crisi" si traducono in scelte prettamente teoretiche o superficialmente pratiche.
Trovo invece la parola Prassi un obiettivo da costituirsi, dove se in essa in realtà predomina la componente del fare, nulla si realizza senza un costante pensiero riflessivo. Credo si debba lasciare ampio spazio al "costruire" in senso materiale in quanto solo attraverso il contatto materico si può rigenerare quella sorgente di valori necessaria alla creazione di identità forti, necessarie alla costituzione e allo sviluppo dell'organismo architettonico.
La nostra epoca dell' "informazione", della traduzione in codici dello scibile nozionistico sta conducendo la ricerca alla pura sperimentazione speculativa; anche le progettazioni finiscono per riversarsi in un universo fantasioso, in balia dell'algoritmo di un software che esegue la messa in pratica di un pensiero o della stupefacente rappresentazione dei mezzi tecnologicamente più avanzati. In tal modo seppure nascono interessanti e perspicaci riflessioni, esse si concludono nella schematica rappresentazione di un linguaggio predefinito. In questo credo che ci si debba appellare alla forza della "Prassi" di trovare un metodo sperimentale non disgiunto per una qualche convenzione ufficialmente riconosciuta (quali sono oggi i linguaggi matematici) dalla riflessione a monte, bensì una sua specifica ed unica discendenza.
Lavorare sulla Prassi significa spostare la ricerca sui materiali, sulle forze in movimento, sulle interconnessioni con la possibilità di nuove scoperte scientifiche, anche oltre le consolidate leggi fisiche; significa allocare un progetto dalla carta al sito, sotto l'influsso delle circostanti forze naturali ed artificiali esistenti programmando di certo i suoi sviluppi ma crescendo nella realizzazione dentro l'area per cui è stato concepito. Non ha senso la produzione di un pensiero progettuale senza lo studio e la sperimentazione realizzativa. Non può ridursi l'attività trasformativa dell'uomo a pura elaborazione formale e documentaristica, mancherebbe così la sua metà integrante e necessaria, che è quella manifestatamente materica.
Vedo perciò un progetto come Prassi, come volontà di costruirlo sulla carta e sul terreno, senza distinguere le due fasi ma integrandole, proseguendole, formando l'insegnamento dalle scuole alla cantierizzazione. Prassi è recupero di quella componente umana del fare che esiste ma che a causa della suprema eleggibilità del pensiero sulla costruzione, ha finito per occupare un secondo posto, importante ma successivo, a volte di notevole interesse perché a diretto contatto con gli aspetti economici coinvolti, ma comunque separato. Progettazione Pratica è questo crescere e svilupparsi contemporaneamente alla conoscenza.

Francesco Ciccarelli