I S O

I S O


gennaio 2011

Iso rappresenta per me una speculazione per l'indagine di nuove spazialità compositive.
Ad un primo sguardo potrebbe apparire come l'ennesimo esperimento teorico formale di architettura. Al contrario esso è il principio di accostamento eterogeneo di elementi, dove la "non corrispondenza" sta nell'inusuale. La ricerca è volta alla rottura con il passatismo e la tradizione, alla sfida verso una "differente" forma del pensiero, costruita non più sul millenario rapporto causa-effetto, bensì sulla possibilità dell' Evento in sé inconcluso ed aperto alla trasformazione.
Corpi che si intercettano nel bilanciamento delle forze gravitazionali, masse che si distinguono nella funzionalità della loro crescita, ripiani di vita che intersecano le altre componenti del processo ideativo e realizzativo: non pensare elementi a sé stanti e categorici, ma masse compartecipi, azzerate  sul sostrato della loro nascita e sviluppo.
Dall'idea germinale nasceranno con un secondo passo, altre e scostanti configurabilità architettoniche. L'espressione diretta del vivere, ne sarà conseguenza diretta, o meglio rigenerazione, poiché nessun processo può essere disgiunto dal flusso che lo sostiene.


Francesco Ciccarelli